La Locanda Almayer è una pensione in riva all’oceano sullo sfondo della quale s’intrecciano le vicende dei personaggi del secondo romanzo di Alessandro Baricco, “Oceano Mare”, Premio Viareggio nel 1993. In questo romanzo profondamente metaforico la locanda riveste il ruolo di ‘non-luogo’, di spazio nel quale ciascun personaggio si trova a vivere – e a condividere con gli altri – la propria individualità, confinato a terra dall’immensità dell’oceano. Per curiosa coincidenza, “Locanda Almayer” è anche il titolo del secondo album di Pierpaolo Manca, chitarrista e compositore cagliaritano che al romanzo di Baricco ha dedicato sei composizioni originali (“Blue” e “To Have Known” portano la firma del contrabbassista Claudio Kettmeier, co-leader del progetto). La poetica del disco passa per un mainstream abbastanza convenzionale ma ha il pregio di mettere in evidenza il talento di uno dei migliori vibrafonisti italiani, Saverio Tasca (tanto prezioso in fase di rifinitura quanto eccellente e misurato solista, un “tesoro” non sempre adeguatamente valorizzato), e di due valenti musicisti come Fiorenzo Zeni (Sax Four Fun, Tiger Dixie Band) ai sassofoni e Stefano Bertoli, batterista di buon livello già al fianco di Gianluigi Trovesi. Qualche eccesso di ‘calligrafismo’ nelle pagine più intimiste viene compensato da brani più spontanei come “Blue”, “Mr. Bartleboom”, “Dreams”, mentre “To Have Known” è uno sforzo lodevole e riuscito di abbandonare strade ampiamente battute per aprirsi alla ricerca tramite l’ascolto reciproco e – in parte – l’improvvisazione collettiva.